Fotovoltaico, arriva la grid parity per le imprese: energia dal Sole a prezzi competitivi (quasi) senza incentivi

23/11/2012
Fotovoltaico, arriva la grid parity per le imprese: energia dal Sole a prezzi competitivi (quasi) senza incentivi

 Le energie rinnovabili piacciono sostanzialmente a tutti perché ecologiche e pulite; la recente diffusione degli ultimi anni, però, è stata assicurata dagli ingenti incentivi garantiti dalle bollette degli italiani (circa 10 miliardi di euro l'anno). Senza di questi, le energie verdi non avrebbero mai potuto diffondersi, perché il loro costo di generazione energetica è più alto di quello dei tradizionali combustibili fossili (gas, petrolio, ecc). Grazie ai notevoli passi in avanti degli ultimi anni, però, si è iniziato a parlare sempre di più di grid parity, cioè della pari convenienza economica tra l'energia prodotta da un impianto rinnovabile e quella acquistata da fonti tradizionali, senza sussidi pubblici. In questo senso si muove un modello per le imprese messo a punto da alcune aziende del settore, che promette di rendere il fotovoltaico economicamente sostenibile anche senza il contributo degli incentivi stabiliti dal Conto energia. I sistemi fotovoltaici tarati sui fabbisogni energetici specifici di ogni azienda, consentono una produzione dell'energia a un costo inferiore agli 0,09 euro/kWh, inclusi gli oneri annuali di manutenzione e il costo iniziale dell'impianto, riducendo così di circa del 50% i costi in bolletta dalle Pmi italiane. La grid parity è resa possibile da una capacità produttiva superiore del 10% alla media di mercato e da una specifica modalità costruttiva che consente di ridurre del 20% i tempi e i costi di installazione. La piena competitività di costo, però, è assicurata anche dallo sfruttamento del meccanismo dello scambio sul posto che, comunque, è una particolare forma di sostegno economico statale alla produzione rinnovabile. I titolari di questi impianti, infatti, possono realizzare una specifica forma di autoconsumo immettendo in rete l'energia elettrica prodotta ma non direttamente autoconsumata, per poi prelevarla dalla rete in un momento differente da quello in cui avviene la produzione. Il Gse, in questo caso, eroga un contributo che garantisce il rimborso ("ristoro") di una parte degli oneri sostenuti dall'utente per il prelievo di energia elettrica dalla rete. Per quanto riguarda la soluzione prospettata, un impianto fotovoltaico da 50 kW, con produzione annua di energia pari a 65.000 kWh, realizzato per un'azienda che opera nel terziario (costo di investimento iniziale 75.000 euro), ricaverebbe 8.775 euro l'anno dal risparmio generato dall'autoconsumo di energia, più altri 2.113 dallo scambio sul posto, permettendo così all'imprenditore di rientrare dall'investimento in alcuni La soluzione ha ricevuto il plauso anche del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini: « La prospettiva di mercato dell'energia rinnovabile, che sempre più deve essere strettamente legata all'innovazione tecnologica e alla ricerca, è sicuramente destinata all'autosufficienza economica. « Il raggiungimento della grid parity - ha dichiarato Gaetano Benedetto, direttore politiche ambientali Wwf, rappresenta per Wwf il primo passo di una roadmap, verso un diverso modello energetico fondato sul risparmio e l'efficienza energetica e sulle rinnovabili, sostenibile per l'economia, il nostro territorio e il Pianeta. La grid parity sarà una grande opportunità per tutti, perché cittadini e imprese potranno diventare autoproduttori di energia pulita, massimizzando benefici economici e ambientali, riducendo il consumo di energia primaria.